My first crazy day in Yogyakarta

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When I left Bali to go to Java I was not expecting adventures 24/7, I thought I would have taken my time and relaxed a bit but every single day on the island was unexpectedly crazy!

I arrived in Yogyakarta the 28th of February, I left my backpack in the hostel and went to explore the city straight away. The first impression was not that good, I did not feel safe and the heat was killing me even if it was only 9 am.


Quando ho deciso di lasciare Bali per andare a Java, sapevo che avrei visto posti bellissimi ma mai mi sarei aspettata di vivere 7 giorni di avventura continua.

Sono arrivata a Yogyakarta il 28 febbraio e, dopo aver lasciato il mio zaino nell’ostello, sono uscita ad esplorare la città e la prima impressione non è stata delle migliori: non mi sentivo al sicuro e il caldo cocente mi stava uccidendo anche se erano solo le 9 del mattino.


The craziness started as soon as I entered the city: I wanted to visit the Kraton (the sultan’s palace) but a random man stopped me saying he was a teacher and that that day was a special day to visit a “Batik exposition”. Batik? I didn’t even know what Batik was and he didn’t leave me the time to ask him because he called a beja ( a taxi bicycle) and told the driver to bring me to the Batik shop.

INTERESTING START IN YOGYAKARTA!


L’avventura è iniziata appena ho messo piede fuori dall’ostello, volevo andare a visitare il Kraton (il palazzo del Sultano) ma un tizio mi ha fermata dicendomi che era un insegnante di inglese e che ero fortunata perchè quello era il giorno giusto per visitare una mostra di batik. Batik? Non avevo idea di cosa stesse parlando ma non ho avuto il tempo di chiedere informazioni che già stava chiamando una beja (una bicicletta taxi) per farmi portare alla mostra.

COME INIZIO NON C’ E’ MALE!

the beja/la beja

the beja/la beja


Can you imagine me in this taxi bicycle, rushing through the crazy traffic,  no clue where I am going and what I am going to see. I was also feeling bad for the man that was taking me around because he was  pedaling so hard and it was incredibly hot.

Eventually I arrived to the Batik shop and understood what that man was talking about. Batik is a technique of wax dyeing applied to cloths, the Indonesian batik has usually earthy colors like yellow, brown, black…


Immaginatevi me in questa bicicletta taxi che sfreccia nel traffico di Yogyakarta, tutta sudata e ignara di tutto: della mia destinazione e di ciò che stavo andando a vedere! Mi sentivo anche in colpa per il povero tassista che doveva pedalare e spingermi fino alla mostra nel caldo cocente.

Sono arrivata alla mostra e ne sono rimasta piacevolmente sorpresa, ho anche finalmente capito cos’era il batik. Batik è una tecnica di colorazione dei tessuti che utilizza la cera, a Java i colori più utilizzati sono quelli della terra, come l’ocra, il marrone, il nero…

how batik works/come funziona il batik

how batik works/come funziona il batik

batik

batik

Seen the exposition, I tried to head to the Kraton. The Kraton is the sultan’s palace,Yogyakarta is a special region of Indonesia, with special rules and a sultan.

The Kraton area is like a city in the city, surrounded by white walls and full of people trying to sell everything, I wondered around for one hour and got completely lost! I tried to ask people how to get back to my hostel but everyone was giving me different directions, I started panicking because I was tired and hot, I just wanted to shower and sleep.


Dopo la mostra, mi sono finalmente diretta verso il Kraton. Il Kraton è il palazzo del sultano, Yogyakarta è infatti una regione speciale dell’Indonesia e ha delle regole proprie oltre che un Sultano.

Kraton è come una città dentro la città, circondata da mura bianche e gremita di gente che prova a vendere qualsiasi cosa. Ho perlustrato questa zona per circa un’ora e mi sono persa completamente! Ho chiesto aiuto ad almeno dieci persone ma tutti mi rispondevano diversamente lasciandomi confusa invece di aiutarmi.

kraton

kraton

kraton

kraton


Eventually I found my way and I met an Italian boy in my hostel, we clicked straight away and decided to travel together for a bit. After a shower we took a beja and went to Malioboro street which is the most famous street in Yogyakarta, full of stands and markets where you have to bargain for everything!

Another random man stopped me and Matteo (the Italian boy) and asked us if we liked spices, we said yes and found ourselves following him to THE REAL HIDDEN JAVANESE MARKET, the good thing about it was the strong and nice smell of the food, the bad thing was how dirty it was, we even saw rats running through the stands.

After the visit to the market we went to the shopping centre to have some food and we then headed to the hostel, by beja again. That was my 3rd time on a beja and I started to like it, maybe I was starting to like Yogyakarta’s vibes.


Alla fine ho trovato la via del ritorno e nell’ostello ho incontrato un ragazzo italiano con cui mi sono trovata bene da subito, abbiamo deciso di viaggiare insieme e la sera siamo andati in via Malioboro ad esplorare I mercatini. Malioboro è una lunga via lungo la quale si trovano mercati e bancarelle, lì la regola è CONTRATTARE, infatti se si vuole avere un buon prezzo bisogna insistere e offrire sempre meno soldi.

Io e Matteo (il ragazzo italiano) stavamo per uscire dai mercatini quando un uomo ci ha fermati e chiesto se ci piacessero le spezie, ovviamente abbiamo risposto di sì e ci siamo ritrovati ad inseguirlo nel VERO E NASCOSTO MERCATO JAVANESE, ciò che mi è piaciuto è il forte profumo di spezie e del cibo mentre ciò che mi ha disgustata è quanto sporco fosse l’ambiente, abbiamo perfino visto due ratti correre tra le bancarelle.

Dopo la visita al mercato siamo andati a cena nel centro commerciale e dopo di che in ostello, in beja ovviamente, ma ormai mi ci ero abituata, forse stavo iniziando ad ambientarmi nella bella Yogyakarta.

sugar in the market/zucchero al mercato

sugar in the market/zucchero al mercato

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where they cut the meat/dove tagliano la carne

where they cut the meat/dove tagliano la carne

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